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Mantova

“Quant’è piccola Mantova: in un’ora si può farne il giro due volte” scriveva nei primi anni ottanta Guido Ceronetti nel suo “Un viaggio in Italia”.

11 Febbraio 2021

“Quant’è piccola Mantova: in un’ora si può farne il giro due volte” scriveva nei primi anni ottanta Guido Ceronetti nel suo “Un viaggio in Italia”. Nata come isola nelle acque paludose del Mincio - Montesquieu la definì una “seconda Venezia” - si guadagna ancora l’ammirazione di chiunque abbia la fortuna di visitarla anche solo per poche ore. Con quasi 50 mila abitanti su 64 km quadrati di estensione, questo magico e pianeggiante angolo di Lombardia è patrimonio Unesco con la vicina Sabbioneta e ha da sempre un rapporto privilegiato con l’arte, la storia, la buona cucina e l’acqua. Nel XII secolo è l’architetto e ingegnere idraulico Alberto Pitentino a disegnarne i contorni e i laghi circostanti. Cinque secoli più tardi a seguito di un’inondazione viene prosciugato il lago Paiolo a sud e Mantova diventa la penisola che conosciamo oggi, attraversata dal Rio, circondata da tre laghi - Superiore, di Mezzo, Inferiore - e collegata all’hinterland da due ponti a nord e nord est.

Occupa il cuore dell’ultimo triangolo della Lombardia sud orientale, in una posizione invidiabile, abbracciata dalle terre del Lago di Garda a nord, a poche decine di km da Brescia, Verona, Modena e Cremona. A nord e a sud, lungo l’A22 Modena-Brennero ha due caselli autostradali ed è servita da due tangenziali. I treni che fermano nella sua stazione principale, servita da linee di Trenitalia, Trenord e TPer, la collegano a Verona, Modena, Cremona e Milano. Altre due stazioni sono presenti nell'hinterland cittadino: la stazione di Sant'Antonio Mantovano nel comune di Porto Mantovano, e quella di Levatanel comune di Curtatone. Nonostante la sua posizione geografica particolarmente strategica, non gode di collegamenti veloci né troppo frequenti con le città vicine, ma sono già stati avviati i lavori di raddoppio dei binari sulla linea per Milano e di collegamento diretto con Reggio Emilia e la stazione AV Mediopadana. É prevista entro il 2021 la creazione del sottopasso pedonale in piazzale Don Leoni, che oltre a riqualificare l’area migliorerà notevolmente la viabilità e l’accesso ai pedoni alla stazione dei treni.

Dal punto di vista urbanistico, Mantova è oggi formata da 19 quartieri. Dopo un periodo di stagnazione nella seconda metà dell’Ottocento, nel Novecento Mantova ha ricominciato a plasmare la propria immagine e conformazione urbanistica. Si contano innumerevoli demolizioni, nuove costruzioni, recuperi, sistemazioni prima nel centro storico e nella seconda metà del secolo con vistose espansioni verso sud ovest e più a nord oltre i suoi tre laghi. La crescita degli immobili più consistente, per lo più di palazzine e condomini, risale agli anni ’70: molti di questi stabili esistono ancora, spesso riqualificati e adeguati ai nuovi standard energetici. 

Mantova è anche ricca di piccole abitazioni, soprattutto monolocali e bilocali, ricavati in contesti di architettura più storica, tipicamente mantovana. Per servizi e comodità, i quartieri più adatti a famiglie e giovani coppie sono il centro storico ma anche i subito circostanti Valletta Paiolo (la più conveniente), Belfiore, Borgochiesanuova. Valletta Valsecchi sta vivendo graduale una costante e importante riqualificazione grazie al grande progetto Mantova Hub in zona San Niccolò e nuove ciclabili che la collegano al lungolago che costeggia il centro storico. Il progetto non è solo nato per strappare all’abbandono l’area del Gradaro, ma anche per restituire ai cittadini un angolo preferenziale di tessuto cittadino, che vive uno speciale rapporto con l’acqua che la costeggia, per una nuova economia dei servizi e della ricerca ambientale. Mantova fa parte dell’area protetta del Parco del Mincio, di cui gode colori ed equilibrati e affascinanti rapporti di convivenza con la sua biodiversità, tra fiori di loto e aironi, canne palustri, gallinelle d’acqua, cigni e pesci d’acqua dolce. La classifica di Legambiente 2019 la incorona, confermandola, come seconda città più green d’Italia dietro solo a Trento e prima in Lombardia.

Cenni di storia

Il filo della storia di Mantova è lungo e talvolta ingarbugliato* dopo gli Etruschi e i Romani arrivano le orde da oriente e i Bizantini, i Longobardi e i Franchi, i primi a lasciare segni importanti furono gli Attoni di Canossa. Con il marchese Bonifacio e la grancontessa Matilde, Mantova conquista importante e popolarità nei vasti territori dominati. Dal 1115 al 1272 è libero Comune, poi si fa Signoria con i Bonacolsi fino al 1328 e con i Gonzaga fino al 1707. Accanto alle grandi dinastie leggiamo un lungo elenco di artisti protagonisti assoluti del rinascimento italiano: da Pisanello a Mantegna, da Leon Battista Alberti a Giulio Romano. Conquista austriaca e poi francese, nei secoli successivi Mantova ha vissuto una stasi politica ed economica ma ha mantenuto intatta la propria inestimabile eredità culturale, ancora oggi di grande ispirazione. 

Nell'anno 1390, Francesco I Gonzaga, signore di Mantova, suddivise la città in quattro quartieri - San Pietro, Sant’Andrea, San Jacopo e San Nicolò - e in venti contrade. I confini delle piazze erano contrassegnati da lapidi in marmo del Comune e dei Gonzaga. Delle sei lapidi ne rimangono oggi solo quattro, in Via Orefici, in piazza Mantegna, sotto i portici Broletto e sotto i portici di piazza Marconi.

Cenni di storia

* cit. Roberto Brunelli, “Piazze e strade di Mantova”

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